Dal convegno del 17 settembre è emersa
l’evidenza che la massiccia concentrazione di metalli pesanti e "metalloidi"
nell’organismo umano può costituire un pericolo per la salute di ogni cittadino
e consumatore. L’accumulo di queste sostanze avviene lentamente nel tempo con
conseguenze che possono variare e si possono manifestare diversamente da
individuo a individuo.

La prevenzione costituisce un
momento fondamentale poiché una volta che si manifestano i sintomi e
sopraggiunge lo stato di malattia, le cure possono essere lunghe o talvolta
poco efficaci.
L’intero ecosistema è coinvolto
in un processo di accumulo di sostanze tossiche, che si sviluppa in maniera
progressiva ai “vertici” della catena alimentare. La rivoluzione industriale, col
conseguente aumento dell’impiego e rilascio di sostanze nocive, ha avuto sino
ad ora conseguenze tangibili: preservare l’ambiente e il territorio deve
costituire una priorità poiché è la prima fondamentale forma di prevenzione per
tutti gli animali del pianeta, tra cui l’uomo.

Il settore alimentare, che
costituisce oggetto di particolare attenzione anche nell’assorbimento dei
metalli pesanti, a livello europeo vede una rigorosa serie di normative a
tutela del consumatore. Controllare l’etichetta quando si acquistano prodotti
destinati alla cucina, è essenziale e non solo per gli alimenti; tutti gli
utensili che si utilizzano possono rivelarsi un potenziale pericolo per la
salute. Il marchio di certificazione europea ci fa stare più tranquilli ma oltre
a ciò, è necessario impiegare stoviglie, pentole o altri materiali nella
maniera più appropriata e seguendo le istruzioni d’uso.
Esistono dei lavori che
predispongono all’accumulo di metalli pesanti. Il rispetto delle regole di
sicurezza permette di fare prevenzione anche in questo settore ma la semplice
esistenza di regole si è a volte rivelata insufficiente.
In alcuni casi la fonte delle
sostanze nocive si trova all’interno del nostro organismo. È il caso delle
protesi c.d. “metal on metal” e delle otturazioni, di cui la
Federconsumatori
si è occupata più volte. Lo stato d’intossicazione può manifestare sintomi che
variano in ragione delle caratteristiche d’individualità dei diversi soggetti
ma una considerazione che deve valere per tutti è che un corretto stile di vita
è parte integrante sia della prevenzione che della “cura”.

Con questo primo convegno sul
tema si è aperta una serie di problematiche di rilevante spessore che
coinvolgono tutti i cittadini. La consapevolezza della presenza di queste
sostanze inquinanti dovrebbe farci muovere nell’ottica di un consumo più
consapevole e responsabile. Augurandosi che lo sguardo rivolto ad un tema così complesso
possa aiutare a migliorare la vita di ogni individuo, un sentito ringraziamento
per la disponibilità e la competenza nell’esporre il tema và ai relatori:
Pres. Barbara Puschiasis;
Dott.ssa Loretta Duria;
Dott.ssa Enrica Piani;
E al moderatore:
Dott. Sandro Bruno.
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